La pagina perduta del genio ritrovata dopo anni: il segreto di Archimede nascosto sotto uno strato di vernice

Il mondo della scienza ha appena trattenuto il respiro, perché un documento considerato perduto per sempre da decenni è improvvisamente “riemerso” in uno dei musei francesi. Non è un’altra noiosa teoria, ma una scoperta reale che getta nuova luce sul genio dell’antico matematico. Ascoltate, è il foglio numero 123, ovvero il collegamento mancante del leggendario Palinsesto di Archimede.

Tutto è venuto alla luce grazie al lavoro di Victor Gysembergh del CNRS francese. Si tratta di un manoscritto greco-bizantino del X secolo, che nel Medioevo ha avuto una sorte piuttosto misera. Invece di prendersi cura della conoscenza, i copisti dell’epoca hanno semplicemente raschiato trattati inestimabili per fare spazio a testi liturgici. E così nascevano i palinsesti. Sul serio, a quei tempi il pergamena di pelle animale era così costosa che a nessuno importava di diagrammi greci.

Per anni, le sorti di questo specifico documento sono state una vera odissea:

  • Prima il deserto di Giudea e il monastero di Mar Seba.
  • Poi Costantinopoli, dove nel 1906 Johan Ludvig Heiberg lo ha immortalato in foto.
  • Nel 1998 è finito all’asta, e poi in un museo a Baltimora.
  • Nel frattempo, però, tre pagine, note da fotografie d’archivio, sono semplicemente svanite.

Come la tecnologia ha ingannato l’oblio e la disattenzione umana

La scoperta è avvenuta in modo del tutto inaspettato, poiché Gysembergh ha riconosciuto il manoscritto mentre esaminava fogli sciolti nel Museo delle Belle Arti di Blois. Senza ombra di dubbio, era quel frammento mancante. Questo è stato confermato dall’analisi comparativa con le vecchie foto della Biblioteca Reale Danese. Le condizioni della pagina sono disastrose, ma la tecnologia moderna vince comunque contro il tempo.

La situazione con questo foglio è tanto strana, quanto il fatto che un lato contiene preghiere e chiari diagrammi geometrici dal trattato “Sulla sfera e il cilindro”. Dall’altro lato, invece, c’è pura astrazione: nel XX secolo qualcuno ha dipinto su di esso il profeta Daniele nella caverna dei leoni. Probabilmente, il proprietario dell’epoca non aveva idea che sotto quello strato di vernice si nascondesse uno dei testi scientifici più importanti nella storia dell’umanità. È un errore che avrebbe potuto tagliarci per sempre da quella conoscenza.

La pagina perduta del genio ritrovata dopo anni: il segreto di Archimede nascosto sotto uno strato di vernice

Testi invisibili che non puoi vedere ad occhio nudo

Per oltre un secolo, gli scienziati hanno dovuto fare affidamento esclusivamente su fotografie in bianco e nero dell’inizio del secolo scorso. Anche questo è bastato per riconoscere negli anni 2000 opere letterarie e filosofiche precedentemente sconosciute. Ma ora entra in gioco l’attrezzatura pesante. Gysembergh prevede di utilizzare fluorescenza a raggi X basata su sincrotrone.

Questa metodologia è un vero capolavoro, poiché consente di guardare in profondità sotto gli strati di inchiostro e vernice senza toccare il pergamena stesso. Grazie a ciò, i ricercatori non solo leggeranno la pagina mancante, ma miglioreranno anche la leggibilità dei frammenti che da anni rimanevano un mistero. Basta con le congetture, è tempo di dati concreti direttamente dall’antichità.

Le ricerche dovrebbero iniziare nel prossimo anno e potrebbero capovolgere ciò che sappiamo sul lavoro di Archimede. Pensate che nei nostri musei locali ci siano più di questi tesori dimenticati?

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